COMUNICATO STAMPA 04/2021 – Campagna “L’EUTANASIA NON È LA SOLUZIONE”

Il circolo “POPOLO DELLA FAMIGLIA – BISCEGLIE” ha deciso di lanciare una campagna di affissioni contro la feroce pratica dell’eutanasia.

Bisogna prendersi cura dei più fragili e fare di tutto per alleviare le loro sofferenze. L’eutanasia, al contrario, vuole sbarazzarsi facilmente dei sofferenti, come se fossero “merce di scarto”.

«Il manifesto che abbiamo voluto esporre in via Bartolo Colangelo a partire dal 8 novembre, mostra una persona anziana visibilmente malata e sofferente che tende la mano nella speranza di essere aiutata, confortata, amata» spiega Nicola Quatela, segretario del circolo.

Uccidere chi soffre, uccidere chi è anziano o abbandonato, significa perdere l’umanità. Dobbiamo invece restare umani, applicare la legge 38 sulle cure palliative sempre ignorata degli ultimi governi e salvaguardare la vita fino al suo termine naturale, aiutando chi soffre anziché eliminarlo come un rifiuto.

«Noi riteniamo – precisa Angelo Di Liddo presidente del circolo – che lo Stato debba sostenere le famiglie che si prendono cura dei loro cari in difficoltà e che fornisca loro quelle agevolazioni economiche e assistenziali di cui hanno bisogno».

Chiediamo infine che la proposta di legge in discussione alla Camera venga respinta senza se e senza ma. L’Italia, se è un paese civile, con valori di solidarietà e umanità, non può legalizzare il suicidio dei più fragili e indifesi e divenire quindi l’ottavo paese al mondo (su 194) che hanno legalizzato il suicidio assistito.

«Per non parlare poi della deriva sui minori: in Belgio e Olanda sono stati uccisi alcuni bambini in quanto dichiarati essere senza prospettiva di “vita sana”. Questo non possiamo accettarlo!» è il commento di Franco Mastrapasqua coordinatore del circolo.

COMUNICATO STAMPA 03/2021 – Stop propaganda su inutile DDL Zan: torniamo a parlare delle necessità reali delle famiglie

In questi giorni c’è una forte pressione mediatica per far calendarizzare e approvare la proposta di legge dell’onorevole Alessandro Zan (PD) sull’omotransfobia. È stata anche lanciata una campagna per sostenere questa proposta di legge.

Il circolo di Bisceglie del Popolo della Famiglia chiede di smetterla con questa propaganda e piuttosto di spendere forze ed energie per parlare delle vere necessità delle famiglie: torniamo a occuparci della cultura dell’accoglienza della vita, parliamo delle famiglie in difficoltà e del futuro dei bambini, discutiamo dell’incapacità del governo regionale nella gestione della situazione sanitaria, occupiamoci delle piccole aziende e delle partite iva.

Sul DDL Zan non facciamo altro che ribadire le parole dei Vescovi italiani: “Un esame obiettivo delle disposizioni a tutela della persona, fa concludere che esistono già adeguati presidi con cui prevenire e reprimere ogni comportamento violento o persecutorio.” Il DDL Zan “rischierebbe di aprire a derive liberticide” e finirebbe col “sottoporre a procedimento penale chi ritiene che la famiglia esiga per essere tale un papà e una mamma. Ciò limita di fatto la libertà personale, le scelte educative, il modo di pensare e di essere, l’esercizio di critica e di dissenso”. D’altronde l’inutile DDL Zan aprirebbe le porte all’indottrinamento gender nelle scuole e favorirebbe l’obbrobrio dell’utero in affitto.

Quindi basta con il clamore su questo inutile e pericoloso DDL Zan e torniamo ad occuparci dei problemi reali delle famiglie.

PDF Bisceglie: Il “manifesto” del nostro circolo

La nostra scelta di impegnarci in politica non è una scelta che nasce semplicemente dalla necessità di proporre soluzioni a problemi che realmente riscontriamo nella nostra città. Riteniamo infatti, che partire dalle soluzioni è una strada che tutti potrebbero facilmente seguire.

La nostra scelta di impegno civico è invece una decisione che prende forza delle nostre storie personali, in particole modo dalle nostre esperienze familiari e di fede. Ed è con queste due gambe che vogliamo camminare, la gamba della famiglia e la gamba della fede.

L’esperienza familiare ci aiuta a porre una questione temporale che prescinde dalle scadenze elettorali e che dà al nostro agire una lungimiranza derivante dal mettere al centro il bene dei nostri figli e dei nostri nipoti.

Se dunque l’esperienza familiare ci indica la dimensione della lunghezza temporale, la nostra esperienza di fede ci indica la direzione.

La direzione è quella di lavorare per la nostra città avendo a cuore e avendo cura dei nostri concittadini, delle loro famiglie e dell’ambiente nel quale viviamo. Vogliamo prenderci cura della città come se fosse una casa e vogliamo prenderci cura delle famiglie che in essa ci abitano, ricordandoci che la famiglia è il luogo nel quale i cittadini possono esprimersi pienamente.

L’articolo 3 della Costituzione Italiana parla infatti di “pieno sviluppo della persona umana”. E questo pieno sviluppo, costituzionalmente riconosciuto e incentivato, crediamo che sia possibile soltanto vedendo nel volto di ogni uomo, donna e bambino il volto di Cristo. Siamo infatti convinti che, come dice il Concilio Vaticano II, Cristo rende l’uomo più uomo. San Giovanni Paolo II diceva: Cristo è la risposta che la Chiesa dà ai fondamentali problemi umani. “Chiunque segue Cristo . . . si fa lui pure più uomo” (GS 41) . . . dando testimonianza alla vita di Cristo, (si) indica a ogni uomo la strada verso la pienezza della realizzazione della propria umanità.

Lavoreremo pertanto avendo bene a mente che l’uomo è realizzato e risolto pienamente solo attraverso Cristo. È questo che vogliamo riproporre anche nel concreto delle difficoltà della nostra comunità biscegliese.

Da queste premesse nascono i nostri punti programmatici che andremo a esporvi tra poco. Non si tratta di pura idealità, ma di una visione della società a misura di famiglia e secondo il piano di Dio, dove trovano ampio spazio le famiglie con sostegni alla maternità, e sostegno al mondo delle microimprese locali spesso a conduzione familiare.

Il progetto è faticoso ma non poniamo nessun limite temporale e soprattutto confidiamo nell’aiuto di Dio.

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