Durante la Rivoluzione Protestante, Lutero e soci tacitavano coloro che li inchiodavano ai loro errori definendoli “papisti”. Durante l’Illuminismo chi non si allineava al pensiero era accusato di “superstizione”. Durante l’invasione del Meridione italiano, l’accusa che ti faceva fucilare seduta stante era quella di “brigante”. Nelle varie rivoluzioni comuniste, l’accusa di che ti mandava nei gulag era quella di “revisionista” o “borghese”.
Da sempre la Rivoluzione anticristiana e antiumana utilizza la calunnia sintetizzata in una parola per distruggere, spesso anche fisicamente, chi si pone contro il suo cammino.
Dal marzo 2020, ovvero nell’ultima fase del processo rivoluzionario, quella antropologica e sanitaria, l’accusa per l’uccisione di ogni libera critica è tornata a essere solo una: “novax”.
“Non cerchiamo le consolazioni, ma il Consolatore; non le dolcezze, ma il nostro dolce Salvatore; non le tenerezze, ma colui che è la Soavità del cielo e della terra; e con questo sentimento dobbiamo prepararci a rimanere fermi nel santo amore di Dio, anche se in tutta la nostra vita non dovessimo mai incontrare alcuna consolazione.”
“Io non credo che una persona possa acquistare un’unione intima con Nostro Signore e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la santissima Vergine e una grande dipendenza dal suo aiuto.“
“È il Padre che indica l’origine e il fine dell’uomo. È per questo che prendiamo il cognome del padre. Un padre che è una immagine del Padre a cui tendiamo, e che ci indica da dove veniamo e dove andiamo”
Dal libro “Sposala e muori per lei” Costanza Miriano
“La sera, prima di coricarci, diciamoci con tranquillità e con fiducia: ‘Domani sarò di buonumore’. Rappresentiamoci come sarà il quadro di noi lieti, eretti, liberi, che procediamo durante il giorno, lavoriamo, parliamo, trattiamo con le persone. Questo sono io, domani. Diciamocelo più volte. È un pensiero produttivo, che opera tutta la notte nell’anima, tacitamente ma sicuramente come gli gnomi della fiabe. Non ce ne accorgiamo, ma al mattino tutto è più splendente di ciò che sarebbe stato di solito. E allora continuiamo a ripeterci la stessa cosa: ‘Oggi devo essere di buonumore tutto il giorno! Tutto il giorno con te, Signore, e sempre lieto!’. E così ogni mattina, ogni sera, e non lasciamoci distogliere da alcun insuccesso. Il giorno infine se n’è andato. E allora esaminiamoci: mi sono dato da fare? Facciamo i nostri conti e poi prendiamo la nuova decisione: domani andrà meglio”.
Un’attenta analisi della Profssa Brambilla Giorgia sulla campagna di propaganda a favore della RU486
𝗟𝗮 𝗙𝗨𝗙𝗙𝗔-𝗙𝗘𝗟𝗜𝗖𝗜𝗧𝗔̀
È ormai noto che l’aborto volontario sia per la donna fonte di forte stress emotivo. Nella comunità scientifica si è concordi sul fatto che l’evento abortivo è in grado di produrre un quadro psicologico compatibile con il disturbo post-traumatico da stress (PTSD), la cui tipica caratteristica è – guarda caso – l’insorgenza tardiva: i sintomi del disagio possono infatti subentrare da pochi mesi a molti anni dopo l’evento scatenante, spesso a causa di fatti o circostanze che in qualche modo ricollegano all’evento.
L’iniziale risposta emotiva della donna può essere di sollievo, a cui può seguire una fase di evitamento del problema a causa della repressione e della negazione, che può facilmente durare mesi o anni (si arriva, secondo alcuni, anche oltre i 10 dall’evento). Ad un certo punto, però, i sentimenti negativi possono esplodere in tutta la loro virulenza.
La FELICITÀ promessa quale sarebbe dunque? Quella del momento? Quella della pacca sulla spalla? Quella in cui ti dici “era l’unica cosa da fare”?
Vogliamo riflettere e far riflettere le nostre amiche, alunne, figlie, ecc. sul fatto che “non avere altra scelta” significa già non compiere una scelta libera? Ma, soprattutto, vogliamo chiederci perchè la realtà scientifica sul post aborto non viene presentata? Maggiore consapevolezza uguale maggiore libertà, giusto?
O forse si teme che il “pilota automatico” si disinneschi e che la donna, riprendendo il vero “comando” di sè, ingrani la retromarcia e voli a tutto gas verso una felicità confacente alla sua persona, non senza ostacoli e difficoltà, ma per questo vera e piena?
Come dite? Questo smaschererebbe buona parte dell’ideologia abortista??
«Fu un parlamento regolarmente eletto ad acconsentire alla chiamata di Hitler al potere … Quando un parlamento autorizza l’aborto, commette un grave sopruso nei confronti di un essere umano innocente e privo, oltre tutto, di qualsiasi capacità di autodifesa»